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Campionato del Mondo di motociclismo 1972
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Campionato del Mondo di motociclismo 1972

Aprile 21st, 2021 Fabio Avossa Piloti, storie e glorie

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Nel 1972 si svolge la ventiquattresima edizione del Motomondiale; in calendario ci sono tredici Gran Premi; le classi ammesse sono le classiche 4 in vigore sin dal 1949 (125, 250, 350, 500) a cui dal 1962 si è aggiunta la classe 50.

Alcuni fatti salienti di quell’anno:

  • Il 14 maggio la DERBI ottiene la sua prima ed unica vittoria iridata nella classe 250 grazie al pilota svedese Börje Jansson che porta la moto spagnola alla vittoria nel Gran Premio d’Austria; per il pilota svedese, che si impose davanti all’astro nascente Saarinen (Yamaha) fu quella la prima vittoria nel mondiale. La bicilindrica spagnola aveva debuttato nel 1971.
  • Il 21 Maggio la Ducati entra nell’olimpo del motociclismo conquistando il suo primo podio nella classe regina quando Bruno Spaggiari, al Gran Premio delle Nazioni, porta la 500 bicilindrica di Borgo Panigale sul terzo gradino del podio preceduto “solo” dalle MV Agusta di Giacomo Agostini e Alberto Pagani.
  • Il 9 giugno il Tourist Trophy fu teatro dell’ennesimo incidente mortale, quello di Gilberto Parlotti nella gara delle 125. Agostini, profondamente segnato dalla tragica fine dell’amico e collega, imputò alla Federazione la colpa di non tenere nella giusta considerazione la sicurezza dei piloti e dichiarò che non avrebbe più partecipato al Gran Premio dell’isola di Man avviando così di fatto il processo di esclusione del Tourist Trophy dal Motomondiale che avverrà a partire dal 1977.
  • il 18 giugno al Gran Premio di Jugoslavia, si verificò un episodio foriero di grandi novità nello scenario della classe regina. Al via della classe 500 il pilota inglese Chas Mortimer, portava al debutto, conquistando il secondo posto alle spalle di Pagani (MV), una Yamaha 350 leggermente maggiorata. Apparentemente la cosa non rappresentava una novità assoluta perché già molti privati, con poche risorse finanziarie, maggioravano le loro 350 private per poter partecipare alla classe 500, ma la vera novità consisteva nel fatto che quella era una moto ufficiale approntata dalla casa madre, la Yamaha YZ634A (fondamentalmente una TR3 con l’alesaggio maggiorato da 64 a 64,5). Dopo alcuni discreti piazzamenti dello stesso Mortimer e di Rodney Gould, al Gran Premio di Spagna, ultima prova in calendario disputata il 23 settembre, grazie anche all’assenza della MV, la Yamaha otteneva con Mortimer la sua prima vittoria nella classe 500 anticipando i successi che sarebbero arrivati nelle prime battute del mondiale 1973 con lo sfortunato Saarinen.
  • Nel campionato della classe 50 si rivide il copione già visto nel 1968 nella 250 con Read e Ivy: l’olandese Jan de Vries (Kreidler) e lo spagnolo Angel Nieto (Derbi), divisi da una accesa rivalità, finirono a pari punti in classifica con 69 punti conteggiati al netto degli scarti ma anche con 81 punti senza scarti, con lo stesso numero di vittorie, di secondi posti e di ritiri, pertanto anche nel loro caso, come nel 1968, si ricorse alla somma dei tempi che dette ragione a Nieto che la spuntò per soli 21 secondi di vantaggio sulla distanza di tutti i Gran Premi di quell’anno.
  • Ma non si può parlare di Nieto e de Vries senza ricordare che quell’anno la loro rivalità sfociò anche in un incontro fisico ravvicinato, uno degli episodi più famosi della storia del motomondiale, con i due che ad Imola, gara vinta dall’olandese, dopo una scaramuccia nel corso della gara si presero a pugni poco dopo la bandiera a scacchi. Questi i fatti. Nieto (Derbi) e de Vries (Kreidler) si batterono a suon di giri veloci (ma anche con qualche scorrettezza reciproca) per tutta la gara con Kunz (pilota ufficiale Kreidler) che seguiva a debita distanza terza posizione. I due doppiarono tutti con il solo Kunz distaccato di più di 20 secondi; negli ultimi due giri arrivarono alle spalle di Huberts (anche lui pilota ufficiale Kreidler) che cercò di ostacolare Nieto in tutti i modi riuscendo ad impedire allo spagnolo di contendersi la volata finale con de Vries. Appena passato il traguardo si fermarono e, scesi dalla moto, Nieto aggredì Huberts; intervennero prima il carabiniere ed un addetto pista per dividerli e poi si aggiunse alla rissa anche de Vries. Nella foto si vedono Nieto e Huberts, quest’ultimo riconoscibile dal casco jet mentre de Vries aveva ancora il casco a scodella. Lo scontro sembrò essere sedato, ma rientrati ai box riprese a suon di pugni e schiaffoni. Ma la storia non finisce qui. Qualche anno dopo, nel 1975, Nieto venne ingaggiato dalla Kreidler e a fargli assistenza tecnica trovò proprio de Vries che nel frattempo si era ritirato dall’attività agonistica … e Nieto conquistò il sesto dei suoi 13 titoli mondiali.

  • Tra le curiosità dell’annata si può anche citare il fatto che, per la prima volta dalla sua istituzione, tra i piloti iridati non vi fu nessun pilota anglofono.
  • Infine, cosa di non poco conto, si incominciano a vedere le prime sponsorizzazioni delle aziende del tabacco.

Questi, infine, i campioni del 1972: Nieto (Derbi) si riappropria del titolo della 50 ai danni dell’olandese Jan  de Vries che glielo aveva tolto nel 1971; lo spagnolo si laurea campione con la Derbi anche nella 125; nella 250  il titolo va a Jarno Saarinen su Yamaha davanti a Renzo Pasolini che portava al debutto la nuova Aermacchi Harley-Davidson bicilindrica due tempi; una doppietta anche per Agostini, oltre quella di Nieto, che nella 350 conquista il suo quinto titolo validamente contrastato dall’astro nascente Jarno Saarinen su Yamaha mentre nella 500 conquista incontrastato il suo settimo titolo consecutivo.

Ma, non possiamo chiudere questa pagina sul 1972 senza ricordare il trionfo della Ducati che il 23 aprile 1972 vince a sorpresa la prima edizione della 200 Miglia di Imola ed il primo titolo di Campione del Mondo di Formula 1 che il pilota brasiliano Emerson Fittipaldi al volante della mitica Lotus 72 nera e oro conquista con una serie di ben 5 successi e 3 podi diventando così, a soli 25 anni, il primo pilota brasiliano Campione del Mondo e conquistando il momentaneo primato di campione del mondo più giovane della storia, record che verrà superato in seguito prima da Alonso, poi da Hamilton e infine da Vettel. Alle sue spalle finirono Stewart (Tyrrell), Hulme (McLaren) e Ickx (Ferrari).

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Fabio Avossa

Napoletano, perito metalmeccanico, pensionato, vive a Napoli. Appassionato di motori a 2 e 4 ruote in tutti i risvolti ma con particolare interesse per la storia delle corse. Motociclista da circa 60 anni, tifa Ducati e Ferrari (made in Italy), oggi sul suo profilo Facebook si diletta a parlare di moto e auto con particolare attenzione alle vicende del Motomondiale e della Superbike.

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